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MORCIANO

Abitanti: 5430 Superficie: Kmq 5.41

Porta di accesso e capitale commerciale della Valle del Conca, antica terra di fiere e mercati, punto di riferimento per il mondo agricolo e artigianale e punto d’incontro non solo di mercati ma anche di modi di pensare, sentire e di vivere – Marciano – affonda le sue radici dell’epoca romana. Sono alcune iscrizioni (attualmente conservate nel Lapidario del museo della città di Rimini) a far riferimento ad alcuni terreni ubicati, in questa località, di proprietà della Geps Marcia o Murcia.
Il primo documento in cui Marciano è citato è il Codice Bavaro cioè il registro delle investiture conesse dalla chiesa di Ravenna nei sec. XIII, IX, X dei fondi che erano oggetto della sua dominazione a Rimini, Senigaglia, Osimio, Urbino, Pesaro e Montefeltro Benno Pennone, feudatario di Marciano, lo lascia in eredità nel 1014 al figlio Pietro che a sua volta ne fa dono a San Pier Damiani.
A ricordo dell’evento fu fondato nel 1069 il Monastero di San Gregorio (di cui oggi sono visibili le strutture esterne, essendo stato trasformato in casa colonica). Nella Descriptio Romandiole (1371), Montefeltro viene descritto come un piccolo borgo semi abbandonato a causa delle continue piene distruttive del Conca. Resta ,tuttavia, valido il titolo di terra di mercati contesa in quanto fonte di ricchezza mediante i dazi ed i passaggi connessi all’attività commerciale. Sul finire del sec. XII il borgo ed il mercato sono sottoposti a Montefiore mentre la rimanente parte rientra nella giurisdizione di San Clemente. Nel 1827 termina attraverso una bolla di Papa Leone XII. La Sudditanza di Montefiore, e la località viene inglobata nel territorio della vicina S. Clemente che chiese, dopo lunga attesa, a dominare, commerci della vallata. Negli anni successivi all’unità d’Italia, l’economia morcianese ere fondata principalmente sull’agricoltura organizzata per la maggior parte secondo il sistema della mezzadria. Accanto al mercato si tenevano le fiere, la più importante era quella di S. Gregorio coincidente con l’equinozio di primavera (21 marzo) e documentata fin dal 1200 essa rappresentava non solo l’occasione per la compravendita di bestiame, esposizione e vendita di strumenti agricoli ma anche il momento più adatto per il culto della Magna Mater della Dea madre della Fertilità. Il luogo destinato ai mercati e alle fiere era la Piazza del Popolo molto più ampia di adesso poiché, ancora, non erano stati costruiti né gli edifici pubblici né il municipio. Ben presto, però, si sentì l’esigenza, per molti igienici, di divederne le merci, collocandole in luoghi distinti: fu così allestito un foro boarico per l’esposizione del bestiame grosso e minuto, mentre gli altri prodotti furono lasciati sulla piazza. A Marciano era presente anche un mercato di sementi e di bozzoli di bachi da seta, prodotti in loco dal bachificio e venduti sotto il Padajon, sul quale poi, nel 1929, sarà costruito il Palazzo Municipale.

 
     
 
 
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